lunedì 19 agosto 2013

E siamo agli sgoccioli. Tra poco si torna a casa.

Siamo al 19 Agosto e mancano 7 giorni prima che Nadir esca dal centro di riabilitazione.
Dopo essere stato ricoverato dal 24 Maggio e aver cambiato 3 Ospedali diversi più il centro di riabilitazione direi che era anche ora.
Siamo praticamente agli sgoccioli.
Se guardo indietro nel tempo vedo tanti piccoli episodi misti tra gioia e dolore.
Momenti che non scorderò facilmente e forse non scorderò mai.
Sono momenti che spesso mi ritornano alla mente come dei flash.
Così dal nulla quando meno me lo aspetto.

Il momento più bello che ricordo?
 Ad essere sincera non ce ne solo uno ma tanti però il più significativo ed emozionante è stato quando Nadir ha riaperto gli occhi dopo 2 giorni di coma e quando era ancora intubato che gli parlavo mi rispondeva muovendo la testa.
Non potete capire la mia felicità.
Poi tutti gli altri momenti più belli sono ogni singolo momento in cui è riuscito ad avere dei miglioramenti riguardo  il braccio e la gamba.
La prima volta che è riuscito a muovere il braccio;
La prima volta che è riuscito ad aprire il palmo della mano;
La prima volta che è riuscito a piegare la gamba;
La prima volta che è riuscito ad alzarsi in piedi.
Tanti piccoli momenti che non scorderò mai.
Ah e la proposta di matrimonio inaspettata? Quella non è da dimenticare.
 

E il momento più brutto che ricordo?
Beh senz'altro il giorno in cui arrivai al Maria Vittoria per andare a trovarlo e non mi fecero entrare.
Ricordo tutto come se fosse successo ieri.
Secondo giorno di coma farmacologico.
Era appena iniziato l'orario di visita e io arrivata davanti alla porta della sala suonai per poter entrare.
Aspettai 10 minuti buoni poi uscì fuori un infermiera che disse che avrebbero ritardato a fare entrare per le visite. Passarono altri 15 minuti e nulla.
Riprovai a risuonare ma nessuno aprì.
Su la mia destra arrivò una donna con i capelli rossi, ricci e un camice lungo , bianco che trasportava una barella in acciaio vuota.
Suonò nella sala dove dovevo entrare anche io  e la fecero entrare subito.
Passarono altri 10 minuti e la signora riuscì con la barella...peccato che non era  più vuota.
Sopra la barella c'era un corpo coperto da un telo bianco.
Iniziai a sudare freddo e camminare avanti e indietro come una matta finche poi finalmente mi fecero entrare dopo 1 ora di attesa.
Quello è stato il momento più brutto che ricordo di questi mesi.
Ci sono episodi che non dimenticherò mai e che penso che mi
accompagneranno per il resto della mia vita.
Sono momenti belli ma anche brutti.
Ora come ora l'importante è che Nadir stia bene e che si impegni al massimo per tornare a camminare  e a muovere il braccio come prima.
Sarà lunga e non sarà facile ma con la costanza e l'aiuto delle persone che lo amano sono sicura che si rimetterà in fretta.